La dignità degli indegni
indignazione [
in-di-gna-zió-ne] s.f. (pl. -ni)
Vivo risentimento che si prova per ciò che si ritiene indegno, riprovevole, ingiusto: sentiva un’indegnazione santa, per la turpe persecuzione della quale era divenuta l’oggetto; provare i.; suscitare i.; SIN. sdegno
Indignazione è una parola abusata dai TG del nostro regno televisivo, il TG5 ci propone sempre il suo indignato speciale con Andrea Pamparana che altro non è che una rubrica di sciacallaggio mediatico e propaganda forzista-populista. I politici sono sempre indignati per qualcosa, il papa si indigna sulle cellule staminali e le biotecnologie. Un paese intero si indigna per un’altra tragedia sul lavoro, il sindacato si indigna per il trattamento che gli è stato riservato al tavolo delle trattative.
Io invece facendo la consueta rassegna stampa mattutina ho provato un po’ più di una leggera indignazione, il motivo è semplice, semplicissimo.
Si è aperto come di consueto un nuovo anno scolastico, un anno in cui ci sono migliaia di insegnanti che sono stati lasciati a casa perché il prestanome ministeriale di Tremonti ha ratificato i tagli orizzontali all’istruzione (pubblica) così quest’anno ci saranno classi di 30 alunni, bagni senza carta igenica e bambini che non potranno mangiare alla mensa perché i loro genitori non possono permetterselo. Scuole che sono costrette a fare pagare una specie di retta per garantire servizi essenziali o corsi di inglese (le famose 3 I Morattiane quasi mi fanno tenerezza in questo momento).
Nel frattempo i giornali non fanno altro che parlare di Maroni e le sue sparate sui facinorosi che hanno messo a repentaglio la vita del segretario della CISL con un fumogeno. Senza chiedersi ovviamente cosa sta provocando questo disagio sociale, perché il sindacato è preso di mira, saranno tutti matti questi?
O forse, dico forse, il fatto di abolire i contratti collettivi nazionali, mettere gli operai (i metalmeccanici saranno i primi ma non gli ultimi a subire il trattamento fiat) soli di fronte alla loro azienda, a dover elemosinare un giusto salario, piegarsi a clausole schiaviste che riducono anche il numero di volte in cui un operaio può andare al bagno. Regole nuove, che eliminano gli straordinari, che mettono la reperibilità ad un operaio (come se fosse un primario ospedaliero pagato fior di quattrini). Di fronte a tutto questo, quando la fascia più debole della popolazione, che comunque dopo aver votato per 16 anni a favore dell’uomo più ricco d’italia e dei suoi scagnozzi vestiti di verde un po’ doveva aspettarselo, di fronte a tutto questo, dicevo, cosa rimane alla fascia più debole della popolazione? Quella che non può pagarsi un avvocato, che magari gli faccia anche le leggi ad personam, a questa fascia rimane solo la lotta, a volte pacifica a volte violenta, la violenza è sbagliata ma non può essere condannata senza condannare chi quella violenza l’ha provocata.
Come ciliegina sulla torta vogliamo aggiungere che dopo tutti i salamelecchi al dittatore gheddafi, con ministri italiani in ginocchio come servi e uno stuolo di aspiranti prostitute al suo servizio, una motovedetta libica ha pensato bene di sparare un peschereccio di mazara del vallo. Eh questi libici hanno sempre voglia di scherzare.
Insomma di fronte a tutto questo non sono indignato, direi che sono decisamente incazzato.
P.S. Si può?

