Ricetta degli arancini – Webradio Trasimeno Puntata 4

•07/02/2011 • Lascia un commento

Ad uso e consumo degli intrepidi ascoltatori che hanno ascoltato questo nuovo esperimento posto la ricetta di cui abbiamo parlato oggi sperando che leggendola sia più chiara di come è stata presentata, anche perché il tempo è tiranno e a noi piace ridere.

Ricetta Arancini nella versione tipica della famiglia Bruno

Per preparare il riso:

Riso originario 1kg
Zafferano q.b.
Burro 50 gr
Parmigiano q.b.

Preparazione

Far bollire il riso in acqua salata dove avrete sciolto preventivamente il burro. A fine cottura scolare il riso e aggiungere zafferano e parmigiano. Una volta amalgamati gli ingredienti far freddare bene il riso, possibilmente su di un piatto da portata o un vassoio (ci servirà dopo).

Per preparare il condimento delle arancine:

250 gr carne macinata
odori vari per ragù (sedano, prezzemolo, carote, cipolla)
500 gr pomodori pelati
100 gr mortadella
Provoletta (o galbanino) 100gr

Tritare finimente gli odori e soffriggerli in una casseruola capiente fino a che la cipolla non sia appassita, aggiungere la carne e farla cuocere a fuoco vivace mescolando spesso, aggiungere infine la mortadella e farla saltare per poco tempo. Quando anche la mortadella avrà preso colore passare i pomodori pelati direttamente dentro la pentola abbassando il fuoco.

Far sobbollire il sugo per una mezz’oretta circa, mescolando di tanto in tanto per evitare che si attacchi, dopo mezz’ora controllare il sapore, quando il sugo non avrà più sapore di pomodoro alzare la fiamma e farlo ritirare senza farlo bruciare.

Quando il ragù sarà freddo aggiungete la provoletta a dadini.

Per preparare la pastella e la panatura:

Uova 2
Acqua 400ml (fredda!)
Farina 200gr
Sale q.b.
Pangrattato 250gr

Unire le uova alla farina facendo attenzione a non formare grumi, dopo di che aggiungere lentamente (spezzando eventuali grumi) l’acqua fino ad ottenere un pastella collosa e omogenea (non troppo densa!), aggiungere il sale e conservare la pastella in frigo per mantenerne la temperatura bassa.

Preparazione delle arancine

Disporre le componenti in sequenza sul tavolo da lavoro: riso, ripieno, pastella, pan grattato.

Sul palmo di una mano leggermente concava disponete uno strato di riso (ben freddo!), dopo di che al centro del palmo disponete un cucchiaio di ripieno, a questo punto delicatamente chiudete la mano per formare l’arancia e finite di chiuderla con dell’altro riso disposto con l’altra mano.
Passate l’arancina nella pastella (ben fredda!) e di seguito nel pan grattato.

Quando avrete finito di preparare tutte le arancine mettete a scaldare l’olio per frittura in una casseruola in modo tale che ci sia abbastanza olio da coprire interamente le arancine e quando l’olio sarà bollente friggetele fino a che non avranno assunto un bel colore dorato.
Servire ben calde.

Per chi abita a pisa, per ordinare una pizza a domicilio: 050/500547

Farefuturo dimenticando il passato

•02/12/2010 • 1 commento

Pare quindi finita l’esperienza di silvio e gianfri, arrivati al capolinea per divergenze personali e politiche. FLI firma la sfiducia, che forse sarà inutile visto che una mozione con 317 firme è matematicamente approvata e consiglia al presidente del consiglio di dimettersi.

Per questo Filippo Rossi su FareFuturo Web Magazine fa il suo calendario dell’avvento della sfiducia di Berlusconi, Rossi ricorda i motivi della sfiducia:

Potreste avere fiducia in una persona che se ne va in giro a fare le corna? O ad alzare il dito medio come se fosse un “ciao ciao”? E dareste davvero fiducia a uno che dice: “Fra tre giorni è tutto risolto!”. Dareste fiducia a uno che ama raccontare barzellette sugli ebrei? Magari con bestemmia finale. E dareste fiducia a uno che sorride sempre, anche se non c’è niente da ridere? E a uno che dice: meglio playboy che gay? Chi di voi avrebbe fiducia in un anziano signore che ama farsi accompagnare da ragazze diciottenni? E lo rivendica con soddisfazione. Rispondete onestamente. E chi, ancora, può aver fiducia in un vecchio che vuole essere e sentirsi giovane a tutti i costi? Gli affidereste il destino di vostra figlia? E dareste fiducia a uno che dice di una ragazza in coma vegetativo da sedici anni: “Può ancora avere figli”? E a uno che dà del coglione a chi non lo vota? E a uno che detiene il potere televisivo e si lamenta perché ne ha troppo poco? Avreste davvero fiducia in una persona che pretende di avere sempre ragione? E che caccia i dissidenti dal suo “partito”. Avreste fiducia in una persona che scaglia i suoi giornali contro gli oppositori? E di una che fa il baciamano a Gheddafi? E che va orgoglioso di essere amico di Putin? Avreste fiducia in uno che pensa che esistono ancora i comunisti (tranne Putin)? E in uno che da sedici anni legge lo stesso discorso?

Siamo tutti d’accordo con te Filippo, ma aspetta un attimo. Ma Fini dove era quando Berlusconi faceva le corna? Dove era quando Berlusconi ci faceva fare una figura di merda dando del Kapò a Schulze? Dove era quando gestiva la trattativa Eni-Gazprom? Dove era quando dava del coglione a chi non lo vota? Dove era quando scagliava i suoi giornali contro gli oppositori? Dove era quando FLI votava al senato senza emendamenti la riforma Gelmini? Dove era quando Berlusconi faceva piantare le tende a Gheddafi? Dove era quando si scagliava contro i giudici?

Io lo so dove era Fini, era suo alleato, era cofondatore del suo partito, era contento di comandare, era contento del potere. Fini era lì, farebbero bene a ricordarselo gli italiani davanti all’urna, Fini è uscito dal PdL non per motivi etici, ma solo per una lotta interna alla successione di B.

Ma anche Gianfri alla fine l’ha capito, il popolo è bove ed è senza memoria, Lega Nord docet.

The social network – Nerd power anni 2000

•18/11/2010 • 2 commenti

Inutile raccontare la storia del film, si sa già, più o meno. Io la sapevo quasi tutta, e quello che non sapevo non sono sicuro sia stato raccontato in modo reale.

Prima di andare a vederlo avevo letto delle recensioni, diffidente come sempre quando si tratta di film che riguardano l’informatica anche se di striscio. Le recensioni erano tutte, più o meno, entusiaste. Così ci sono andato, non ho pagato (grazie mamma H3G), e mi sono divertito.

Mark Zuckenberg è un nerd, un fottutissimo nerd, uno stronzetto anche. Un frustrato megalomane che pensa di essere più furbo di tutti gli altri, e in fondo lo è.

Copia una idea ma la migliora, fotte il suo amico ma se ne pente, un ragazzetto che in 5 anni non ha sbagliato un colpo e si è pure divertito, è solo? Ha 500 milioni di amici ed è solo, questo pare voglia raccontarci il film, non sono d’accordo.

Zuckenberg è solo, ma lo è perché lo vuole non perché non può avere amici, semplicemente non è interessato, è un malato di mente? Probabile, un sociopatico, un genio insomma.

Il film è fatto bene, era stato annunciato come il miglior film sulla Silicon Vallet dopo “I pirati di Silicon Valley” e secondo me lo è nettamente.

Doveva svelarci quanto facebook sia cattivo con i nostri dati personali, quanti soldi faccia alle nostre spalle. Non è vero, la storia non si interessa minimamente ai 500 milioni di utenti. Il gioco funziona, piace alla gente perché gli da la possibilità di spiare gli altri, gli da la possibilità di sapere se una ragazza è fidanzata leggendolo nel profilo, gli da la possibilità di spostare la realtà online. Niente che non sapevamo, niente che non esistesse già prima con i reality show.

Doveva riabilitare gli informatici agli occhi del mondo? Doveva far sapere a tutti che un informatico non è un nerd ma uno che fa i soldi? Non credo, non è questo il messaggio che passa, la novità è che in questo film un informatico si riconosce, si immedesima, nei tic, nelle perdite di attenzione, nelle folgorazioni che ti appiccicano allo schermo e alla tastiera e anche all’alcolismo latente perché no. La maggior parte degli informatici che conosco bevono pesantemente senza problemi.

La traduzione italiana è pessima (Poke diventa Pizzicare, Coding diventa “Fare codici”) ma con un po’ di attenzione non si perdono neanche le perle che il film di tanto in tanto regala (come il suono della chat che non è altro che il suono che fa l’epiglottide di Mark).

Si, si capisce, mi è piaciuto. L’ho trovato anche ispiratore sotto molti punti di vista, ed è questo il messaggio che il film mi ha trasmesso:

Mark sarà pure uno stronzo, uno che ha fottuto il suo migliore amico, ma non è un cretino. Lui ha preso una buona idea, l’ha migliorata ed ha avuto le palle di portarla fino in fondo a qualunque costo. Voi ne sareste capaci?

La dignità degli indegni

•13/09/2010 • Lascia un commento

indignazione [in-di-gna-zió-ne] s.f. (pl. -ni)
Vivo risentimento che si prova per ciò che si ritiene indegno, riprovevole, ingiusto: sentiva un’indegnazione santa, per la turpe persecuzione della quale era divenuta l’oggetto; provare i.; suscitare i.; SIN. sdegno

Indignazione è una parola abusata dai TG del nostro regno televisivo, il TG5 ci propone sempre il suo indignato speciale con Andrea Pamparana che altro non è che una rubrica di sciacallaggio mediatico e propaganda forzista-populista. I politici sono sempre indignati per qualcosa, il papa si indigna sulle cellule staminali e le biotecnologie. Un paese intero si indigna per un’altra tragedia sul lavoro, il sindacato si indigna per il trattamento che gli è stato riservato al tavolo delle trattative.

Io invece facendo la consueta rassegna stampa mattutina ho provato un po’ più di una leggera indignazione, il motivo è semplice, semplicissimo.

Si è aperto come di consueto un nuovo anno scolastico, un anno in cui ci sono migliaia di insegnanti che sono stati lasciati a casa perché il prestanome ministeriale di Tremonti ha ratificato i tagli orizzontali all’istruzione (pubblica) così quest’anno ci saranno classi di 30 alunni, bagni senza carta igenica e bambini che non potranno mangiare alla mensa perché i loro genitori non possono permetterselo. Scuole che sono costrette a fare pagare una specie di retta per garantire servizi essenziali o corsi di inglese (le famose 3 I Morattiane quasi mi fanno tenerezza in questo momento).

Nel frattempo i giornali non fanno altro che parlare di Maroni e le sue sparate sui facinorosi che hanno messo a repentaglio la vita del segretario della CISL con un fumogeno. Senza chiedersi ovviamente cosa sta provocando questo disagio sociale, perché il sindacato è preso di mira, saranno tutti matti questi?

O forse, dico forse, il fatto di abolire i contratti collettivi nazionali, mettere gli operai (i metalmeccanici saranno i primi ma non gli ultimi a subire il trattamento fiat) soli di fronte alla loro azienda, a dover elemosinare un giusto salario, piegarsi a clausole schiaviste che riducono anche il numero di volte in cui un operaio può andare al bagno. Regole nuove, che eliminano gli straordinari, che mettono la reperibilità ad un operaio (come se fosse un primario ospedaliero pagato fior di quattrini). Di fronte a tutto questo, quando la fascia più debole della popolazione, che comunque dopo aver votato per 16 anni a favore dell’uomo più ricco d’italia e dei suoi scagnozzi vestiti di verde un po’ doveva aspettarselo, di fronte a tutto questo, dicevo, cosa rimane alla fascia più debole della popolazione? Quella che non può pagarsi un avvocato, che magari gli faccia anche le leggi ad personam, a questa fascia rimane solo la lotta, a volte pacifica a volte violenta, la violenza è sbagliata ma non può essere condannata senza condannare chi quella violenza l’ha provocata.

Come ciliegina sulla torta vogliamo aggiungere che dopo tutti i salamelecchi al dittatore gheddafi, con ministri italiani in ginocchio come servi e uno stuolo di aspiranti prostitute al suo servizio, una motovedetta libica ha pensato bene di sparare un peschereccio di mazara del vallo. Eh questi libici hanno sempre voglia di scherzare.

Insomma di fronte a tutto questo non sono indignato, direi che sono decisamente incazzato.

P.S. Si può?

A Natale siamo tutti più buoni

•25/12/2009 • Lascia un commento

Il Natale è un’occasione unica per rispolverare i propri buoni sentimenti, non credete a quelli che vi dicono che il Natale è una festa inventata, che quel birbone di Gesù è nato in estate, mentono.

Il Natale è una festa Vera, di quelle che servono per riportare i parenti lontani alle loro case natali, a farsi tanti bei regali, e poco importa che il periodo corrisponda esattamente al momento in cui si chiudono le contabilità e si fa magazzino, il Natale non è una festa consumista!

Come dimostrare l’amore che c’è nel mondo?

Abbracciamoci tutti quanti!

Stringiamoci tutti in un grande abbraccio intorno a Paparatzi come ha fatto Susanna Maiolo. Stringiamoci però anche intorno al cardinale, dal cognome impronunciabile, Etchegaray (che suona più come una incomprensibile parola in napoletano che un cognome).

In questo grande abbraccio ricordiamo anche gli eroi che hanno salvato il Natale dal Grinch, che infatti si chiamavano X Mas, con il nostro calore umano riportiamo un po’ di serenità in questo clima da guerra civile serpeggiante che proprio non si adatta alla nostra democrazia.

Finalmente io chiedo a gran voce che lo spirito Santo (e anche gli spiriti del Natale passato, presente e futuro) portino consiglio ai nostri politici e che finalmente, in nome della libertà e contro l’odio e la repressione, vinca il Partito dell’Amore (o che almeno diventi presidente del consiglio l’uomo giusto).

Buon Natale!

Mi casa es tu casa

•24/12/2009 • Lascia un commento

Può sembrare banale o retorico parlarne ancora.

Può sembrare autocelebrazione gratuita, forse lo è, forse è solo nostalgia.

Stavolta l’occasione per parlarne è il libro “Verranno a chiederti di Casapiddu” che, stampa permettendo, arriverà a gennaio. Il libro contiene i migliori post di casapiddu e una prefazione di 5 pagine scritta dai 5 pidduisti.

Casapiddu è stato un esperimento, come tanti se ne fanno nelle case dei fuorisede, ma che a differenza di altri si è fatto notare, ci siamo messi in gioco, forse è stata solo tracotanza e voglia di apparire, forse era creatività, o forse più semplicemente una valvola di sfogo, necessaria per non impazzire.

Abbiamo dimostrato che pidduisti si nasce e non si diventa, abbiamo dimostrato che si può sempre ridere delle tribolazioni quotidiane, abbiamo dimostrato che 5 individui diversi tra loro posso convivere senza ammazzarsi, a differenza della casa del grande fratello.

Facendo i conti, alla fine dentro casapiddu hanno transitato decine e decine di persone e vi hanno trovato riparo per la notte almeno 50 persone, non saremo stati niente di speciale ma sapete che ci siamo stati.

E questa è la cosa che conta di più al mondo.

Finché l’emilia va, lasciala andare

•23/12/2009 • Lascia un commento

C’era una volta una terra rossa, una terra in cui il PCI faceva percentuali plebiscitarie, una regione che faceva scuola in Italia e nel mondo. Qui sono nati i distretti industriali, la Ferrari, la Ducati, l’Università più antica d’Italia, un modello di welfare territoriale esportato e studiato in tutto il mondo.

Esisteva un mondo in cui PCI e DC si confrontavano apertamente, duramente, in cui strade e piazze erano intitolate a Marx e Tito, insieme a Don Giussani.

Esisteva una città in cui le feste dell’Unità erano vere feste di popolo, in cui la solidarietà e l’accoglienza erano un valore, in cui l’associazionismo era il fulcro della vita civile.

Esisteva una regione Rossa che era più rossa delle altre tre regioni rosse.

Cosa è rimasto dell’Emilia Romagna ora?

Questa è la domanda che si pongono gli autori (tra cui il caro Anselmi) di un documentario che partendo dalla storica Cavriago va alla scoperta della regione rossa per eccellenza, nel viaggio si incontrano persone comuni e persone note (Orietta Berti o gli Offlaga Disco Pax), ci si chiede come è possibile che la lega sia riuscita a sfondare nei distretti industriali emiliani e cosa sia rimasto del PCI dopo la dolorosa svolta della Bolognina.

Questo è il blog finchelemiliava.blogspot.com e qui la presentazione del documentario su youdem.tv.

Monografie

•19/12/2009 • Lascia un commento

Nevicata inaugurale

Qualcuno lo aveva profetizzato che sarei tornato online dopo lo scioglimento di casapiddu, io non ne ero molto sicuro a dire il vero ma tant’è, non potevo mica lasciare tutto nelle mani di Rambo.

Giusto per festeggiare questa inaugurazione, o forse è un oscuro presagio, per la prima volta nevica anche alla mia presenza nella ridente pisa, ma nulla di preoccupante. Infatti il traffico è quello ingarbugliato di sempre, non si segnalano particolari disagi dovuti alla neve ma solo disagi dovuti all’incapacità compulsiva alla guida che caratterizza gli automobilisti pisani.

Ecco siccome è il primo post, lo inizio con una dichiarazione di poetica, più o meno. Prendendo spunto dall’attualità, ovviamente, ho assistito a quanto successo al signor B, beh era impossibile non seguirlo vista la marea di informazioni che si sono riversate su facebook e affini. Ho assistito anche alla marea di stronzate detta da una e dall’altra parte, soprattutto pietà e considerazione per Silvio.

Maroni che lancia accuse ai giornali, a facebook, alla televisione senza mai lanciare accuse a chi controlla la sicurezza o allo stesso Silvio che pur di fare un bagno di folla si lancerebbe contro una raffica di mitra.

Diciamola tutta, era uno squilibrato isolato, un matto che aveva voglia di suonarle a Silvio come vorrebbero fare tanti altri, è il prezzo della celebrità, a John Lennon gli hanno sparato non per le leggi ad personam ma perché uno stalker (o i più complottisti diranno la CIA) gli voleva troppo bene, hanno tirato una scarpa a George W Bush ecc ecc

Ma mai nessuno si è sentito dire che la colpa era di mandanti morali, come ai tempi dell’omicidio Calabresi con Lotta Continua, e soprattutto nessuno si è sognato di dire stronzate colossali.

Prima domanda: Perché non possiamo odiare Berlusconi? Chi l’ha detto che non posso odiare una persona? Nel mio intimo, a casa mia, nella mia stanza?

Secondo domanda: Perché non si può parlare male di qualcuno che è stato colpito? Solo dei morti si parla sempre bene.

Terza domanda: Perché colpevolizzare chi dice che Silvio se l’è cercata? Voglio dire non che vada bene tirare sassate in faccia alla gente ma certo non è gandhi.

La mia risposta è che i martiri servono per fare passare leggi e leggine di comodo, se ricordate dopo un’attentato a Mussolini entrarono in vigore le leggi fascistissime e si entrò nella vera dittatura, ora parlano di censurare facebook e di far entrare in vigore leggi sulle manifestazioni di piazza dato “il momento eccezionale di violenza”.

Una violenza simulata.

 
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.